Ludovica Billi, 27 anni, condivide la sua lotta per trovare lavoro come persona sorda. Nonostante le sue competenze e due lauree, ha inviato centinaia di curriculum senza ricevere risposte. Questo sfogo è il riflesso di una realtà discriminante: le aziende vedono solo la sua sordità, ignorando il suo valore.
“Voglio lavorare, ma nessuno mi chiama,” racconta Ludovica, esprimendo la frustrazione di tanti giovani disoccupati. Durante il percorso di studi, il supporto era presente, ma al momento di entrare nel mondo del lavoro, le porte si sono chiuse.
La sua esperienza mette in luce un problema serio: la disabilità viene vista come un limite, quando dovrebbe essere considerata un’opportunità per arricchire le aziende con nuove prospettive. “Siamo persone, non disabilità” sottolinea.
Ludovica desidera sensibilizzare le aziende, affinché comprendano che l’assunzione di persone con disabilità non è un obbligo morale, ma una possibilità di crescita reciproca.
È tempo di un cambiamento culturale che garantisca pari opportunità a tutti.
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