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Sentirsi invisibili non dovrebbe mai essere la norma

Sara Giada Gerini, attivista e voce autorevole nel mondo della sordità in Italia, ci apre il suo cuore e la sua esperienza, ricordandoci quanto sia cruciale l’empatia nel percorso di chi vive una disabilità uditiva. Lei, sorda dalla nascita, ha trasformato la sua condizione in forza, lottando per l’accessibilità con campagne come #FacciamociSentire.

Sara racconta come, in passato, gli incontri con gli audioprotesisti fossero sbrigativi e privi di un vero approccio umano. Si sentiva trattata come “cavia“, solo un numero, senza il supporto emotivo necessario.

Sara sottolinea la necessità di un cambiamento radicale: gli audioprotesisti dovrebbero essere visti come professionisti del supporto, non semplici venditori.

I suoi consigli non tecnici per i neolaureati sono potenti: imparare ad ascoltare veramente, praticare il silenzio per comprendere, affinare l’autoconsapevolezza. L’accettazione della perdita uditiva è un percorso complesso, simile a un lutto, e richiede un supporto emotivo costante e paziente.Un apparecchio acustico non è solo un “ausilio“, ma un simbolo di “potenziamento” e “rinascita“.

Con una comunicazione strategica, ascolto e comprensione, un Hearing Coach può trasformare questa percezione, aiutando il paziente a riacquistare una partecipazione attiva e gioiosa nella vita. Facciamo sentire queste voci, ascoltiamo con il cuore.

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