Quando parliamo di sordità, spesso immaginiamo un’unica realtà, ma l’inclusione vera richiede uno sguardo molto più profondo e sensibile.
Come ci ricorda il Professor Sandro Burdo, non esistono “i sordi“, ma un mosaico di esperienze e bisogni comunicativi diversi.
Ridurre tutto alla LIS o ai sottotitoli rischia di escludere anziché unire. Ci sono i “segnanti”, i “labiolettori” che leggono le labbra, e gli “emancipati” che, grazie a percorsi riabilitativi mirati, sentono e parlano. Ognuno di loro ha una storia e un modo unico di interagire con il mondo.
Comprendere queste sfumature è fondamentale per costruire politiche e supporti che siano davvero efficaci.
L’inclusione non è una ricetta unica, ma un impegno a creare percorsi personalizzati che riconoscano e valorizzino ogni singola persona, garantendo pari opportunità a tutti.
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